CHE COSA È L’INGEGNERIA CLIMATICA

  • È l’insieme delle tecnologie proposte per tentare di contrastare su scala planetaria le cause o gli effetti dei cambiamenti climatici.
  • In tutto il pianeta è scattato l’allarme clima, però come al solito il problema viene trasformato secondo le convenienze politiche, le   opportunità finanziarie e commerciali, pubblicitarie e mediatiche.
  • Pochi pensano a fermare il degrado causato dal comportamento umano, frenare la dissennata tecnologia superflua pensando operativamente con fatti concreti.
  • Si sprecano soldi per andare su Marte con tutti i problemi che abbiamo sulla Terra.
  •  La mia professione mi ha portato a essere testimone direttamente per mezzo secolo in tutto il mondo del lento degrado degli ecosistemi e il degrado culturale del quinto primate, cioè l’uomo.
  • Ritengo utile e doveroso comunicare elementi di educazione e prevenzione.
  • Inizio quindi con l’articolo sull’ingegneria climatica che esiste ed è  poco conosciuta, invito le nuove generazioni ad approfondire l’argomento.
  • Innanzi tutto l’ingegneria climatica non va confusa con le tecnologie per la modifica locale del tempo meteorologico quali ad esempio l’inseminazione delle nubi per favorire le precipitazioni o varie tecniche per la dispersione della nebbia.

CHE COSA È L’INGEGNERIA CLIMATICA.

  • L’ingegneria climatica è un bene comune ed è l’insieme delle tecnologie proposte per tentare di contrastare su scala planetaria le cause o gli effetti dei cambiamenti climatici e in particolare del riscaldamento globale.
  • Le tecnologie di ingegneria climatica si possono suddividere in due grandi categorie:
    • Rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera;
    • Riduzione della radiazione solare incidente.
  • Questi due aspetti hanno caratteristiche molto diverse per efficacia, velocità di sviluppo, costi e profili di rischio causati da effetti non voluti o poco noti o ignoti del tutto.
  • Proprio a causa delle incertezze scientifiche inerenti a tale approccio, e per le inevitabili ripercussioni politiche, sociali, ed etiche, l’eventuale gestione planetaria di progetti operativi di ingegneria climatica è oggetto di ampio dibattito.
  • L’ingegneria climatica può essere considerata come la terza e ultima strategia di emergenza per affrontare i cambiamenti climatici dopo gli sforzi di mitigazione e adattamento, considerati prioritari.

RIMOZIONE DELL’ANIDRIDE CARBONICA.

  • Le tecnologie di rimozione della anidride carbonica (CO2), cercano di eliminare o ridurre la causa dei cambiamenti climatici individuata dagli studi climatologici degli ultimi decenni, e cioè i gas “climalteranti” (che alterano il clima).
  • Questi gas causano un eccessivo effetto serra, soprattutto l’anidride carbonica ma anche il metano e altri.
  • Fra le strategie proposte per raggiungere questo obiettivo si possono elencare:
    • Riduzione della deforestazione – Riforestazione e gestione degli usi del territorio;
    • Generazione di biocombustibili con cattura e sequestro dell’anidride carbonica;
    • Cattura dell’anidride carbonica con processi artificiali;
    • Fertilizzazione delle alghe oceaniche con nutrienti (quali soprattutto il ferro in forma di minerale solubile, fosforo o azoto);
    • Modifiche della circolazione oceanica;
    • Riduzione del fenomeno di acidificazione degli oceani causato dalla presenza di eccessiva anidride carbonica nell’atmosfera.

RIDUZIONE DELLE RADIAZIONI SOLARI.

  • Le tecnologie di riduzione della radiazione solare cercano di contrastare il riscaldamento globale mitigando l’incidenza e l’assorbimento del calore solare sulla superficie terrestre, causando un raffreddamento in grado di pareggiare l’effetto dei gas che alterano il clima.
  • Gli esperti hanno proposto  di intervenire sulla capacità delle aree urbane, della vegetazione o dei deserti di riflettere la luce del sole.
  • Tuttavia la dimensione di questi interventi è tale da renderli difficilmente praticabili.
  • Inoltre le modifiche su vasta scala della vegetazione terrestre avrebbero un ovvio impatto sul ciclo del carbonio, sulla produzione agricola e sulla biosfera in generale.
  • Il fatto che la capacità della terra di riflettere, e quindi allontanare, le radiazioni del sole verrebbe modificata in maniera disomogenea, inoltre, porterebbe a gravi effetti climatici collaterali.
  • Nell’atmosfera l’albedo (la quantità di luce solare riflessa, cioè allontanata dalla terra) potrebbe essere aumentata stimolando la generazione di nubi oppure mediante iniezione di aerosol o materiale riflettente in stratosfera (il secondo dei cinque strati in cui è suddivisa l’atmosfera terrestre).
  • Nel primo caso la tecnica generalmente proposta si basa sull’incremento dei nuclei di condensazione sugli oceani mediante nebulizzazione di acqua marina.
  • Nel secondo caso l’approccio principale prevede la diffusione di solfuri in stratosfera
  • Il risultato  climatico di questa soluzione è analogo a quello dei solfuri emessi dalle eruzioni vulcaniche.
  • In entrambi i casi, effetti non voluti sia climatici sia sulla biosfera sono poco conosciuti e potenzialmente pericolosi.
  • Nello spazio sono stati proposti sistemi basati su specchi o nuvole di oggetti riflettenti orbitanti intorno alla Terra.
  • I tentativi di ridurre l’emissione di gas serra con negoziati tra le Nazioni a oggi hanno dato risultati scarsi.
  • Per questo motivo si stanno cercando soluzioni meno politiche e più tecniche.
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