IL MOSAICO DI HORMUZ

  • Franco Guarino nella sua attività di reporter per il servizio pubblico della RAI ha viaggiato anche in Iran e Iraq; conosce lo stretto di Hormuz anche per aver viaggiato  anche sulle petroliere che lo navigano.

LO STRETTO DI HORMUZ. 

  • Il più grande terminal mondiale di raccolta e raffinazione del petrolio si trova a Ras Tanura in Arabia Suadita.
  • I paesi del Golfo utilizzano poi per il trasporto del petrolio lo stretto di Hormuz.
  • Lo stretto di Hormuz è quindi  lo stretto più importante a livello mondiale per il traffico del petrolio, in particolare per il petrolio destinato all’Asia, che oggi è il baricentro dell’economia mondiale.
  • Un trattato internazionale dell’ONU regola il traffico navale in 10 stretti marittimi considerati strategici.
  • Lo stretto di Hormuz applica il trattato internazionale dell’ONU per gli stretti.

L’IRAN E LO STRETTO DI HORMUZ.

  • Oltre al fatto che si tratta di un vitale punto di transito delle risorse energetiche globali e un collo di bottiglia strategico, due ulteriori questioni devono essere affrontate riguardo lo Stretto di Hormuz e il suo rapporto con l’Iran.
  • La prima riguarda la geografia dello Stretto di Hormuz.
  • La seconda riguarda il ruolo dell’Iran nella co-gestione dello stretto strategico, in base al diritto internazionale e ai suoi diritti di sovranità nazionale.
  • Il traffico marittimo che passa attraverso lo Stretto di Hormuz è sempre stato in contatto con le forze navali iraniane, che sono prevalentemente composte dalla Marina iraniana regolare e dalla Marina della Guardia Rivoluzionaria iraniana.
  • In realtà, le forze navali iraniane monitorano e controllano lo Stretto di Hormuz con il Sultanato dell’Oman, attraverso l’enclave omanita di Musandam.
  • Ancora più importante, per transitare attraverso lo stretto di Hormuz, tutto il traffico marittimo, tra cui anche la US Navy, deve navigare attraverso acque territoriali iraniane.
  • Quasi tutti questi ingressi nel Golfo Persico sono compiuti attraverso le acque iraniane e la maggior parte esce attraverso le acque dell’Oman.
  • L’Iran permette alle navi straniere di utilizzare le sue acque territoriali in buona fede e sulla base della parte III della Convenzione della legge marittima delle Nazioni Unite sulle disposizioni sul transito nei passaggi marittimi.
  • Questa convenzione prevede che le navi siano libere di navigare attraverso lo Stretto di Hormuz e simili specchi d’acqua, per avere una navigazione rapida e continua tra un porto aperto e l’alto mare.
  • Anche se Teheran di solito segue le pratiche della navigazione del diritto marittimo, Teheran non è giuridicamente vincolato ad esse. Come Washington,
  • Teheran ha firmato questo trattato internazionale, ma non l’ha mai ratificato.

LE CAUSE DELLA CRISI DELLO STRETTO DI HORMUZ.

  • Gli Stati Uniti stanno cercando di destabilizzare l’Iran perché l’Iran sta cercando di realizzare armi atomiche.
  • Israele teme la probabilità che l’Iran costruisca la bomba atomica e fa pressione sugli Stati Uniti perché ponga sanzioni rigide all’Iran. Ricordiamo che nel 1979 in Iran ci fu una rivoluzione; in quell’occasione furono creati i guardiani della rivoluzione (pasdaran in lingua persiana).
  • I guardiani della rivoluzione all’inizio erano una forza militare; oggi hanno grande influenza nella vita politica dell’Iran.
  • Tra i guardiani della rivoluzione c’è una parte più moderata e una più dura.
  • L’irrigidimento dell’Occidente nei confronti dell’Iran favorisce l’ala più estrema e meno favorevole a trovare un compromesso sulle sanzioni e la costruzione di armi atomiche.

I RISCHI DELLA CRISI.

  • Le petroliere quando sono scariche navigano lo stretto di Hormuz in acque internazionali, ma quando sono a pieno carico sono costrette a navigare in acque iraniane, perché altrove i fondali sono bassi e rischiano di incagliarsi.
  • In situazioni normali il governo iraniano consente il passaggio delle navi cariche nelle sue acque territoriali.
  • Lo stretto di Hormuz, inoltre,  è minato con mine comandate a distanza.
  • Per L’Iran è, quindi,  molto facile bloccare il passaggio delle petroliere.
  • Bloccare il passaggio del petrolio  è molto pericoloso per la pace e l’economia mondiale.
  • Se i Paesi asiatici  (India, Pakistan, Giappone, Cina, Corea del Sud e Taiwan rimanessero anche per poco tempo senza petrolio si fermerebbe la loro economia.
  • Poiché l’Asia è il baricentro dell’economia ci sarebbe una crisi economica mondiale la cui gravità è difficile da quantificare; inoltre  prezzo del petrolio andrebbe alle stelle.

UNA POSSIBILE SOLUZIONE.

  • I Paesi del Golfo   causa della crisi attuale stanno pensando di costruire un oleodotto che eviti l’uso dello stretto.
  • L’Iraq, ad esempio, ha approvato un progetto di un nuovo oleodotto che attraversa il deserto della Giordania e arriva al porto di  Eilat nel golfo di Aqaba.
  • Il golfo Aqaba è un golfo del mar RossoEgittoIsraeleGiordania e Arabia Saudita sono i paesi che hanno un tratto di costa nel golfo di Aqaba.
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