STRAGE DEL BUS: I BAMBINI SI SALVANO INTEGRANDOSI

  • Samir ha 12 anni; è di origini marocchine; il suo nome vuol dire “compagno”.
  • Mercoledì mattina è seduto sul bus che è stato sequestrato dal conducente.
  • Il conducente lega le mani ai bambini e sequestra i loro cellulari.
  • Samir è seduto in ultima fila; non consegna il suo cellulare.
  • Quando il sequestratore gli chiede il cellulare, Samir dice di averlo lasciato a casa.
  • In realtà Samir ha nascosto il suo cellulare per terra.
  • Quando il sequestratore si è allontanato un compagno di Samir, Ramhi, si è liberato le mani e ha recuperato il telefono.
  • Il ragazzino ha chiamato la mamma e le ha spiegato la situazione.
  • La mamma, in un primo momento, ha pensato a uno scherzo del figlio.
  • In seguito ha capito che il pericolo era reale e ha avvisato i carabinieri.
  • Mentre i ragazzini telefonavano, i compagni facevano rumore per evitare che il sequestratore non sentisse la telefonata.
  • In questo modo è scattata l’operazione di salvataggio.
  • Alcuni ragazzini di origini extracomunitarie hanno anche cercato di convincere il sequestratore che in Italia le persone sono accoglienti e che lui stava sbagliando.
  • Sull’autobus i ragazzini di ogni provenienza hanno dimostrato coraggio, intelligenza, capacità di cooperazione e integrazione.
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